Eleganza, musicalità e interpretazione

Di Andrea Begnini

Quando guardo i video con dei ballerini di salsa, bachata, chachacha o qualsiasi altro ballo caraibico come son o rumba, talvolta passo oltre subito, altre volte saltello avanti di qualche secondo, guardo e avanzo nuovamente, altre volte guardo il video con estrema attenzione e magari lo riprendo per riguardare qualche passaggio in particolare.
E a chi non capita?
In un primo momento non ci feci caso, poi però provai a rifletterci e una lampadina si illuminò.
Ciò da cui sono più attratto è lo stile con cui i ballerini si esibiscono. Non mi attraggono velocità e figure complicate ai limiti del contorsionismo, con un po’ di pratica e memoria tutti riuscirebbero, no no… vado oltre.
Sono attratto dalla padronanza del corpo del singolo ballerino, quella padronanza che gli consente di ballare con grande stile, senza fatica, in piena armonia con la musica, dove l’interpretazione spontanea mi confonde e mi inganna:
Chi è nato prima, il musicista o il ballerino?
Perché è come vedere un abito realizzato su misura indossato dalla più belle delle muse. Chi valorizza l’altro?
Quelle movenze, quelle espressioni perfettamente amalgamate a quelle melodie, oppure è il contrario?
Insomma vedila come ti pare, fatto sta che la classe sta tutta nel saper ballare prima di tutto da soli.
La musica ti sussurra istruzioni segrete che solo tu puoi sentire e allora le traduci in poesia che le tue gambe, le tue braccia e il tuo corpo narrano agli occhi dell’affascinato spettatore.